
Potature inutili sugli alberi con esempi di capitozzatura, tagli drastici e interventi non necessari spiegati da arboricoltore ETW.
Potature inutili: perché danneggiano gli alberi
Le potature inutili sono tra gli errori più frequenti nella gestione degli alberi ornamentali. Molti interventi vengono eseguiti senza una reale necessità tecnica, causando stress, ricacci disordinati e problemi che potrebbero essere evitati.
Potare un albero non significa semplicemente eliminare dei rami. Prima di intervenire bisogna capire perché si vuole potare e quale risultato si vuole ottenere.
Può sembrare un concetto strano, soprattutto se siamo abituati a vedere alberi drasticamente ridotti ogni anno. Eppure una delle cose più importanti che si imparano studiando arboricoltura è proprio questa: non sempre intervenire significa migliorare la situazione.
Come arboricoltore certificato ETW (European Tree Worker), nel mio lavoro cerco innanzitutto di capire ciò di cui l’albero ha realmente bisogno. Nella nostra pagina dedicata alla potatura degli alberi ornamentali spiego proprio perché tagliare troppo, male o senza un obiettivo può creare problemi negli anni successivi.
Gli alberi in natura non vengono potati ogni anno
Molte potature inutili nascono da una convinzione sbagliata: pensare che un albero debba necessariamente essere tagliato ogni anno per stare bene.
In natura gli alberi sviluppano una propria architettura e reagiscono continuamente alla luce, al vento, allo spazio disponibile e alle condizioni ambientali.
Naturalmente un albero che cresce in un giardino, lungo una strada o vicino a un edificio può richiedere interventi. La convivenza tra alberi e ambiente urbano comporta infatti esigenze che in un bosco non esistono.
Ma questo non significa dover potare automaticamente.
Prima bisogna osservare.
Le potature inutili e la cura degli alberi
Molte persone parlano di manutenzione del verde.
Io preferisco parlare di cura degli alberi.
La differenza non è soltanto linguistica.
La manutenzione si fa alle automobili. La cura si riserva agli esseri viventi.
Un albero non è un elemento di arredamento da modificare continuamente secondo i nostri gusti. È un organismo complesso che produce energia, reagisce agli stress e si adatta all’ambiente.
Comprendere questo concetto cambia completamente il modo di lavorare.
Intervenire solo quando serve
Quando si conosce la biologia della pianta, si capisce anche che molte potature inutili possono essere evitate. L’obiettivo non dovrebbe essere tagliare per forza, ma permettere all’albero di convivere con lo spazio circostante limitando gli interventi allo stretto necessario.
Questo principio è alla base anche dello Standard Europeo di Potatura degli Alberi, tradotto e diffuso in Italia dalla Società Italiana di Arboricoltura.
Nel lavoro di cura degli alberi, evitare una potatura inutile è importante quanto eseguire correttamente una potatura necessaria.
Prima di tagliare bisogna capire
Un mio maestro mi disse una frase che non ho mai dimenticato:
“Prima di accendere la motosega, pensa.”
Sembra una frase semplice, ma racchiude gran parte del lavoro di un arboricoltore.
Un taglio produce una ferita. Inoltre modifica, in misura diversa, l’equilibrio della chioma e provoca una risposta da parte della pianta.
Per questo la prima domanda non dovrebbe essere:
“Quanto devo tagliare?”
La domanda corretta è:
“Devo davvero tagliare?”
Anche nella potatura e gestione degli alberi a Monza e Brianza il nostro principio è intervenire soltanto dove esiste una reale motivazione tecnica.
“Fammi povero e ti farò ricco”: un falso mito
Nel mondo agricolo e ornamentale si sente ancora ripetere una frase molto conosciuta:
“Fammi povero e ti farò ricco.”
Il concetto è semplice: più si taglia, più la pianta produrrà nuova vegetazione.
In alcune coltivazioni produttive la potatura segue obiettivi specifici. Applicare però lo stesso ragionamento indistintamente agli alberi ornamentali può portare a interventi eccessivi.
Molti clienti vedono cadere una grande quantità di rami e hanno la sensazione che sia stato eseguito un grande lavoro.
Ma la quantità di legno rimossa non misura la qualità della potatura.
Anzi, spesso è vero il contrario.
Potature inutili e funzione delle foglie
Le foglie rappresentano la principale superficie attraverso cui l’albero svolge la fotosintesi e produce l’energia necessaria alla propria vita.
Quando eliminiamo una grande quantità di chioma, riduciamo improvvisamente una parte importante di questa capacità.
È uno dei motivi per cui le potature inutili o eccessive possono creare problemi invece di risolverli.
Dopo una forte riduzione della chioma possiamo osservare:
- produzione di numerosi ricacci;
- crescita molto vigorosa;
- alterazione della struttura originaria;
- utilizzo delle riserve energetiche per ricostruire rapidamente la vegetazione perduta.
Quella crescita vigorosa che appare dopo un taglio drastico non deve quindi essere automaticamente interpretata come un segnale di maggiore salute.
La guida internazionale Pruning Your Trees di TreesAreGood – ISA ricorda inoltre che la capitozzatura può provocare stress, decadimento del legno e nuovi problemi di sicurezza.
Potature inutili e capitozzature
Tra gli interventi più dannosi troviamo la capitozzatura, cioè il taglio indiscriminato di branche o parti importanti della struttura dell’albero.
Sul tema ho dedicato un approfondimento specifico: La capitozzatura degli alberi: perché non è accettabile.
La capitozzatura è una delle forme più evidenti di potatura inutile quando viene utilizzata semplicemente per ridurre drasticamente le dimensioni di un albero.
Dopo questi interventi possono comparire numerosi ricacci vigorosi.
La chioma eliminata tende così a ricostituirsi velocemente, ma con un’architettura differente rispetto a quella precedente.
Il risultato paradossale è che un intervento eseguito con l’intenzione di “risolvere il problema una volta per tutte” può rendere necessari nuovi interventi negli anni successivi.
La dominanza apicale: chi comanda nell’albero?
Gli alberi possiedono complessi meccanismi di regolazione della crescita.
La gemma terminale e le parti dominanti della chioma partecipano al controllo dello sviluppo delle gemme sottostanti attraverso segnali ormonali, tra cui le auxine.
Questo fenomeno viene comunemente indicato come dominanza apicale.
Quando eliminiamo brutalmente una parte dominante, modifichiamo gli equilibri della pianta. Alcune gemme possono quindi svilupparsi rapidamente dando origine a numerosi nuovi germogli.
È ciò che spesso osserviamo dopo una capitozzatura: quelle caratteristiche “scope” di giovani rami che partono vicino al punto dove è stato effettuato il taglio.
Per ridurre correttamente una branca esistono tecniche differenti. Una di queste è il taglio di ritorno, che non deve essere confuso con il semplice mozzamento di un ramo.
Le conseguenze dei tagli eccessivi
Una potatura troppo aggressiva può favorire diversi problemi:
- stress energetico;
- esposizione improvvisa di parti della chioma e della corteccia;
- grandi ferite difficili da compartimentare;
- ingresso di organismi cariogeni;
- alterazione dell’architettura dell’albero;
- necessità di nuovi interventi negli anni successivi.
Le conseguenze non sono necessariamente visibili subito.
Un albero appena potato può apparire ordinato e apparentemente stabile. Alcuni effetti dell’intervento possono però diventare evidenti soltanto con il passare degli anni.
Per questo una buona potatura deve essere valutata pensando anche al futuro dell’albero, non soltanto al suo aspetto il giorno successivo al lavoro.
A volte non fare nulla è la scelta migliore
Può sembrare strano sentirlo dire da un arboricoltore, ma non tutti gli alberi hanno bisogno di essere potati.
In alcuni casi l’intervento migliore consiste semplicemente nel monitorare la pianta e lasciarla crescere secondo la propria architettura.
Una buona arboricoltura non ha l’obiettivo di tagliare il più possibile.
Ha l’obiettivo di ottenere il risultato necessario con il minor impatto possibile sull’albero.
Questo vale soprattutto quando la pianta è sana, possiede una buona struttura e dispone dello spazio necessario per svilupparsi.
Anche scegliere l’albero giusto evita future potature inutili
Molti problemi iniziano ancora prima della potatura.
Un albero che raggiungerà grandi dimensioni piantato troppo vicino a una casa, a un muro o sotto linee e impianti creerà inevitabilmente conflitti.
Dopo alcuni anni inizieranno le richieste di riduzione della chioma.
Poi arriverà un’altra potatura.
E successivamente un’altra ancora.
Per questo nella progettazione di un giardino è fondamentale applicare il principio dell’albero giusto nel posto giusto.
Scegliere correttamente una specie significa anche ridurre la necessità di interventi drastici durante tutta la vita futura dell’albero.
Potature inutili richieste per motivi estetici
Una delle cause più frequenti delle potature inutili è la ricerca di un risultato estetico immediato.
Alcuni proprietari desiderano alberi più piccoli, chiome perfettamente simmetriche oppure una forte riduzione della vegetazione per aumentare la luminosità del giardino.
Ma un albero non è una scultura.
La sua forma dipende dalla specie, dalla storia della pianta, dall’ambiente e dagli interventi subiti nel corso degli anni.
Prima la salute dell’albero, poi l’estetica
Questo non significa ignorare completamente l’estetica. Significa semplicemente metterla dopo le necessità biologiche e strutturali dell’albero.
Un intervento professionale dovrebbe quindi considerare:
- condizioni generali della pianta;
- struttura della chioma;
- presenza di rami secchi o problematici;
- spazio disponibile;
- interferenze con edifici o infrastrutture;
- obiettivo reale della potatura.
Solo dopo questa valutazione si decide se intervenire e in quale misura.
Potature inutili: conclusioni
Quando osservi un albero, non chiederti semplicemente quanto debba essere tagliato.
Chiediti invece:
“Di cosa ha realmente bisogno?”
Molte potature inutili vengono eseguite per abitudine, paura o perché siamo convinti che tagliare significhi automaticamente prendersi cura della pianta.
Non è così.
Ridurre le potature inutili significa lasciare all’albero maggiore superficie fotosintetica, rispettarne l’architettura e diminuire la necessità di continui interventi correttivi.
Un bravo arboricoltore non è quello che usa di più la motosega.
È quello che sa quando lasciarla spenta.
La cura degli alberi comincia dalla conoscenza, dall’osservazione e dal rispetto della loro biologia.
Se hai un albero e non sai se sia realmente necessario potarlo, Russogiardini si occupa di arboricoltura e potatura alberi a Monza, in Brianza e nelle zone limitrofe, valutando prima la pianta e poi l’eventuale intervento.




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