
La Bermuda grass è una macroterma utilizzata nei campi sportivi, nei golf e nei prati ornamentali grazie alla resistenza al caldo e al calpestio.
Bermuda grass: utilizzo, dormienza e campi sportivi
La Bermuda grass è una delle macroterme più interessanti utilizzate nella realizzazione dei tappeti erbosi sportivi.
Per molti giardinieri italiani il Cynodon dactylon è conosciuto soprattutto come gramigna, una specie difficile da controllare quando invade un prato costituito da microterme. Nel settore professionale dei tappeti erbosi, però, cultivar selezionate di Cynodon rappresentano una risorsa preziosa.
Resistenza al caldo, sviluppo attraverso stoloni e rizomi, capacità di recuperare dal calpestio e tolleranza al taglio basso spiegano perché la Bermuda grass sia utilizzata nei campi da calcio, nei campi sportivi e nei percorsi da golf.
Anche in Italia l’interesse verso le macroterme è aumentato, soprattutto in relazione alle estati sempre più calde e alla necessità di gestire l’acqua in maniera più razionale.
Cosa sono le macroterme
Le specie utilizzate nei tappeti erbosi possono essere suddivise, semplificando, in due grandi gruppi: microterme e macroterme.
Tra le microterme troviamo specie molto diffuse nei prati italiani come:
- Lolium perenne;
- Festuca arundinacea;
- Poa pratensis;
- festuche fini.
Sono specie che esprimono la loro migliore attività vegetativa con temperature moderate.
Le macroterme, invece, provengono prevalentemente da ambienti tropicali e subtropicali e sviluppano la loro massima attività durante il periodo caldo.
Tra quelle utilizzate nei tappeti erbosi troviamo soprattutto:
- Cynodon dactylon;
- Cynodon transvaalensis e relativi ibridi;
- Zoysia japonica;
- Zoysia matrella;
- Paspalum vaginatum.
Secondo l’Accademia dei Georgofili, le macroterme presentano temperature ottimali di crescita decisamente più elevate rispetto alle tradizionali microterme e possono rappresentare una valida alternativa soprattutto negli ambienti caratterizzati da estati calde e siccitose.
Bermuda grass: perché è così resistente
Una delle caratteristiche fondamentali della Bermuda grass è il suo sistema di crescita.
Il Cynodon si espande attraverso stoloni superficiali e rizomi sotterranei.
Questa caratteristica permette alla pianta di colonizzare rapidamente gli spazi liberi e, durante il periodo di crescita attiva, di recuperare dopo danneggiamenti e calpestio.
Ed è proprio ciò che serve a un tappeto erboso sportivo.
Un campo da calcio viene sottoposto continuamente a partenze, frenate, cambi di direzione, scivolate e concentramenti di gioco sempre nelle stesse zone.
Le aree di porta e la zona centrale del campo sono esempi evidenti.
Una specie capace di espandersi lateralmente possiede quindi un vantaggio notevole rispetto a un’essenza con una capacità di recupero più limitata.
Bermuda grass nei campi sportivi
La Bermuda grass nei campi sportivi è particolarmente interessante per la sua capacità di sopportare temperature elevate, traffico e tagli frequenti.
Negli Stati Uniti è una delle specie di riferimento per numerose superfici sportive.
La North Carolina State University dedica specifici programmi di gestione proprio ai campi sportivi realizzati con bermudagrass, confermando quanto questa specie sia importante nel settore professionale del turf.
La Bermuda viene utilizzata, a seconda delle cultivar e delle condizioni climatiche, su:
- campi da calcio;
- campi da rugby;
- campi da baseball;
- percorsi da golf;
- aree sportive intensamente utilizzate;
- tappeti erbosi ornamentali sottoposti a forte esposizione solare.
Naturalmente non basta scegliere una macroterma per ottenere automaticamente un buon campo sportivo.
Terreno, drenaggio, irrigazione, fertilizzazione, aerazione e altezza di taglio rimangono determinanti.
Come abbiamo spiegato anche parlando della legge del minimo di Liebig applicata al prato, la qualità di un tappeto erboso è sempre determinata dal fattore che in quel momento ne limita maggiormente lo sviluppo.
Legge del minimo di Liebig applicata al prato – Russogiardini
La dormienza invernale della Bermuda grass
Il principale limite della Bermuda grass nei nostri climi è la dormienza invernale.
Con la diminuzione delle temperature autunnali, l’attività vegetativa rallenta progressivamente.
Quando le temperature diventano troppo basse, la pianta entra in riposo.
La parte aerea perde progressivamente la clorofilla e il tappeto erboso assume una caratteristica colorazione giallo-paglierina o marrone.
Per chi non conosce le macroterme il primo pensiero può essere:
“Il prato è morto.”
In realtà non è così.
La pianta rimane vitale attraverso le proprie strutture vegetative e riprende l’attività con l’aumento delle temperature primaverili.
L’Accademia dei Georgofili indica che nelle macroterme il rallentamento della crescita diventa importante quando le temperature scendono sotto circa 10 °C. Durante il riposo invernale la parte aerea dissecca mentre rizomi e altre strutture della pianta rimangono vitali.
Quanto dura la dormienza?
Non esiste una durata identica per tutti i tappeti di Bermuda grass.
Dipende da diversi fattori:
- latitudine;
- andamento dell’inverno;
- temperatura del terreno;
- esposizione;
- cultivar utilizzata;
- microclima;
- altitudine.
Secondo la letteratura tecnica italiana, la dormienza delle macroterme può protrarsi indicativamente per alcuni mesi, con differenze importanti tra specie e cultivar.
Questa è una delle ragioni per cui la scelta varietale diventa fondamentale quando si vuole utilizzare Cynodon nel Nord Italia.
Non bisogna scegliere semplicemente “la gramigna”.
Bisogna scegliere la cultivar adatta all’ambiente e alla destinazione d’uso.
Dormienza non significa prato morto
Questo punto merita di essere sottolineato.
Un tappeto di Bermuda grass marrone durante l’inverno non deve essere automaticamente concimato, irrigato e trattato nel tentativo di farlo tornare verde.
La pianta sta seguendo il proprio ciclo fisiologico.
Intervenire senza comprenderne la fisiologia può significare semplicemente sprecare prodotti e risorse.
Lo stesso principio vale per molti problemi dei tappeti erbosi: prima di intervenire bisogna effettuare una diagnosi corretta.
Nel nostro articolo sul prato secco a chiazze abbiamo affrontato proprio questo concetto: un ingiallimento può essere causato da caldo, irrigazione non uniforme, terreno idrofobico o altri fattori e non deve essere interpretato automaticamente




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