Il comandamento dell'amore in Matteo 22,34-40: Bibbia aperta sotto un ulivo al tramonto

Amare Dio e il prossimo: il grande comandamento insegnato da Gesù.

Il comandamento dell’amore nel Vangelo di Matteo 22,34-40

Il comandamento dell’amore è uno degli insegnamenti più importanti che Gesù Cristo ci ha lasciato nel Vangelo secondo Matteo 22,34-40. Amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come noi stessi: due comandamenti che racchiudono il fondamento della vita cristiana.

Ogni volta che rifletto su queste parole mi domando quanto riesca davvero a metterle in pratica nella mia vita quotidiana.

Sono un giardiniere e da tanti anni lavoro a contatto con la natura. Ho visto alberi crescere, piante morire e giardini rinascere dopo periodi difficili.

Questa esperienza mi ha insegnato che tutto ciò che è vivo ha bisogno di attenzione, pazienza e cura.

Attraverso la serie Bibbia e Natura desidero condividere la mia fede e raccontare come il comandamento dell’amore possa trovare espressione anche nella bellezza del creato.

Il comandamento dell’amore: le parole di Gesù

Un dottore della Legge si avvicina a Gesù e gli domanda: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

Gesù risponde: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».

E aggiunge: «Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Con queste parole Gesù ci consegna il fondamento della vita cristiana.

È facile parlare di amore quando tutto procede bene. Diventa più difficile quando arrivano le incomprensioni, la stanchezza, le preoccupazioni e le delusioni.

Eppure Gesù non ci chiede di amare soltanto quando è facile. Ci indica una strada da seguire ogni giorno, anche quando costa fatica.

Anche Papa Francesco, durante l’Angelus del 29 ottobre 2017, ha ricordato quanto siano inseparabili l’amore per Dio e quello per il prossimo.

Amare Dio attraverso la bellezza del creato

Il mio lavoro mi porta spesso a osservare la natura da vicino.

A volte mi fermo davanti a un grande albero e penso a quanti anni siano stati necessari perché diventasse così imponente. Le sue radici sono nascoste, ma sono proprio loro a sostenerlo.

Questo mi fa pensare alla fede.

Anche la fede ha bisogno di radici profonde. Non basta ricordarsi di Dio soltanto nei momenti di difficoltà. Occorre cercarlo, ascoltare la sua Parola e lasciare che il Vangelo accompagni le nostre scelte.

Il comandamento dell’amore mi ricorda che la fede non deve rimanere soltanto nelle parole, ma deve mettere radici profonde nella nostra vita, proprio come un albero che cresce lentamente.

Non considero la natura una divinità. Per me è una meravigliosa opera del Creatore.

Quando vedo un prato rinascere, una gemma aprirsi o un albero riprendere vigore dopo l’inverno, mi ricordo che la vita è un dono. E sento il desiderio di ringraziare Dio per ciò che ci ha affidato.

Penso anche al Giardino del Getsemani, dove Gesù visse un momento di profonda sofferenza prima della Passione.

Quel giardino ci ricorda che la fede non elimina le difficoltà, ma può darci la forza di affrontarle affidandoci alla volontà del Padre.

Il comandamento dell’amore verso il prossimo

Questo è forse l’insegnamento che mi mette maggiormente alla prova.

Gesù ci dice di amare il prossimo come noi stessi. Ma nella vita quotidiana non è sempre semplice.

Anch’io conosco momenti di rabbia, impazienza e delusione. Ci sono situazioni nelle quali vorrei avere subito ragione, rispondere duramente oppure allontanarmi da ciò che mi fa soffrire.

Poi ripenso alle parole di Gesù. Mi domando se sto davvero cercando di amare oppure se sto lasciando spazio al mio orgoglio.

Non sempre riesco a dare la risposta giusta. Non sempre riesco a comportarmi come vorrei.

Ma credo che essere cristiani significhi anche questo: riconoscere i propri limiti e cercare ogni giorno di migliorare, affidandosi alla misericordia di Dio.

Amare non significa approvare tutto o rinunciare alla verità. Significa cercare il bene dell’altro senza dimenticare il rispetto e la dignità di ogni persona.

Il comandamento dell’amore ci invita a riconoscere negli altri non soltanto i loro difetti, ma soprattutto persone amate da Dio.

Il giardino del cuore: anche io ho le mie erbacce

Nel mio mestiere so bene che un giardino abbandonato a se stesso può essere invaso dalle erbe infestanti.

Bastano poche settimane di trascuratezza perché queste prendano spazio alle piante che abbiamo coltivato con tanta attenzione.

Penso che qualcosa di simile possa accadere anche dentro di noi. Il rancore, l’invidia, l’egoismo e l’orgoglio possono crescere silenziosamente nel nostro cuore.

Non voglio presentarmi come una persona perfetta, perché non lo sono. Anch’io commetto errori, perdo la pazienza e qualche volta faccio fatica a perdonare.

Ma il Vangelo mi ricorda che posso sempre ricominciare.

Vivere il comandamento dell’amore significa anche riconoscere le nostre debolezze, chiedere perdono e cercare ogni giorno di diventare persone migliori.

Come un terreno trascurato può essere lavorato e tornare fertile, anche il nostro cuore può cambiare quando accogliamo sinceramente la Parola di Dio.

Questo pensiero mi richiama anche la parabola del tesoro nascosto nel campo, nella quale Gesù ci insegna quanto sia prezioso il Regno dei Cieli.

A volte siamo così occupati dalle preoccupazioni quotidiane da dimenticare ciò che conta veramente.

Perché desidero annunciare il Vangelo

C’è un motivo preciso per cui ho iniziato a scrivere questa serie di articoli, che ho chiamato Bibbia e Natura.

Non sono un sacerdote, un teologo o uno studioso delle Sacre Scritture. Sono semplicemente un giardiniere che crede in Gesù Cristo.

Ho trascorso gran parte della mia vita lavorando la terra, curando alberi, seminando prati e cercando di rendere più belli i luoghi in cui viviamo.

Ma con il passare degli anni ho compreso che desidero condividere anche qualcosa di più importante del mio lavoro: la fede.

Nel Vangelo secondo Matteo, capitolo 28, Gesù affida ai suoi discepoli una missione:

«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli» (Matteo 28,19).

Queste parole mi fanno riflettere sulla responsabilità che abbiamo, come cristiani, di testimoniare ciò in cui crediamo.

Io non pretendo di insegnare a nessuno come vivere. Ho ancora tanto da imparare e tante cose da correggere nella mia vita.

Ma non voglio neppure tenere la mia fede soltanto per me.

Se attraverso un articolo, una riflessione su un albero o il racconto di un giardino riuscirò ad avvicinare anche una sola persona alla lettura del Vangelo, considererò questo impegno qualcosa di prezioso.

Perché ciò che desidero annunciare non sono le mie idee, ma la Parola di Gesù Cristo.

Annunciare Gesù con semplicità e senza paura

Credo che oggi ci sia ancora bisogno di persone disposte a parlare di Gesù. Non per giudicare gli altri, non per sentirsi migliori, ma per condividere una speranza.

Viviamo in un mondo dove spesso tutto sembra ruotare intorno al lavoro, al denaro, alle preoccupazioni e ai problemi quotidiani.

Anch’io sono immerso in questa realtà. Ho un’azienda da mandare avanti, responsabilità da affrontare e giornate nelle quali la stanchezza si fa sentire.

Ma proprio in mezzo a queste occupazioni sento il bisogno di non dimenticare Dio.

Non desidero che questa rubrica diventi una lezione di teologia. Vorrei piuttosto che fosse una testimonianza semplice, quella di un uomo che lavora, sbaglia, si rialza e cerca di seguire Gesù.

Come racconta il Vangelo nella chiamata di Matteo, Gesù incontra le persone nella loro vita quotidiana e le invita a seguirlo.

Anche noi possiamo rispondere a questa chiamata, qualunque sia il nostro mestiere.

Per questo desidero annunciare il comandamento dell’amore attraverso la mia esperienza di giardiniere, condividendo la Parola di Gesù con chiunque desideri ascoltarla.

Il comandamento dell’amore: continuare a seminare la Parola

Quando semino un prato, so che non vedrò immediatamente il risultato. Devo preparare il terreno, distribuire il seme, prendermene cura e attendere.

Non tutto germoglierà nello stesso momento. Qualche seme potrebbe perfino non germogliare.

Eppure continuo a seminare.

Credo che anche annunciare il Vangelo richieda questo atteggiamento.

Non possiamo sapere dove arriveranno le nostre parole o quali frutti porteranno. Il nostro compito è testimoniare con sincerità ciò che abbiamo ricevuto.

Gesù ci ha consegnato due comandamenti inseparabili: amare Dio e amare il prossimo.

Io cerco di imparare a viverli, con tutti i miei limiti, un giorno alla volta.

Continuerò a coltivare giardini per lavoro, ma desidero anche seminare la Parola di Gesù, nella speranza che possa trovare terreno fertile nel cuore di qualcuno.


Bibbia e Natura – Russogiardini

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Valentino Russo, giardiniere e arboricoltore titolare di Russogiardini a Monza e Brianza

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